La necessità della ripresa dei rapporti diplomatici tra Arabia Saudita ed Iran

L’esigenza della ripresa di rapporti ufficiali tra Teheran e Riyad non riguardano direttamente soltanto Iran ed Arabia Saudita, ma sono essenziali per l’Iraq e lo Yemen come Stati più prossimi ed investiti dalla rivalità tra i due paesi ma anche la stabilità regionale e l’impegno statunitense nell’area per favorire la pace nell’area e le sue ripercussioni a livello mondiale. Le relazioni tra Arabia Saudita ed Iran sono state interrotte formalmente da cinque anni, ma ciò è stato soltanto il culmine di una rivalità di lungo periodo, dovuta a motivi religiosi, nell’ambito del difficile rapporto tra sunniti e sciiti, che hanno avuto conseguenze, peraltro inevitabili, sul piano politico e geostrategico. L’attuale presidenza americana ha rappresentato una inversione di tendenza rispetto a quella precedente, fortemente sbilanciata a favore dei sauditi: Biden preferisce un atteggiamento, in pratica, più equidistante, anche se ufficialmente deve essere più vicino a Riyad. In ogni caso il mutato atteggiamento della Casa Bianca, soprattutto circa l’accordo per il nucleare iraniano, ha determinato per l’Arabia Saudita la necessità di una relazione con l’Iran regolata da normali rapporti internazionali. Del resto, anche se molto caute, le dichiarazioni provenienti da ambienti diplomatici sauditi, hanno sottolineato l’importanza della predisposizione della Repubblica islamica iraniana a dialogare con il Regno saudita per mantenere la pace trai due paesi e la stabilità della regione. Riyad sembra rendersi conto che se l’accordo sul nucleare iraniano ritorna ad essere in vigore, l’Arabia Saudita, già privata del rapporto privilegiato con Trump, non può più snobbare l’importanza dei rapporti diplomatici con Teheran. Certamente il rapporto diplomatico sarà tutto da costruire e nel migliore dei casi, potrà essere una sorta di tregua tra due nemici, che hanno una visione opposta del rispettivo ruolo regionale, tuttavia entrambi i paesi sono consci che un rapporto bilaterale ben definito all’interno della consuetudine del diritto internazionale, rappresenta il punto di partenza essenziale per una convivenza pacifica, che diventa sempre più irrinunciabile; questo nonostante esistano in entrambi i paesi forze che lavorano per un esito negativo, con lo scopo di rafforzare i settori più tradizionalisti, in politica estera, dei due paesi. Oltre i rapporti bilaterali che riguardano strettamente i due stati, la ripresa ufficiale dei contatti potrà e dovrà avere conseguenze, si spera positive, su paesi terzi come Yemen e Iraq.  Lo stato yemenita è attraversato da un conflitto che è in corso dal 2015 e che ha provocato una delle più gravi crisi umanitarie; le milizie dei ribelli sono di religione sciita e, quindi, ideologicamente vicini a Teheran, nonostante non dispongano di un armamento avanzato, l’esercito saudita, pur avvantaggiato da un equipaggiamento più evoluto, non è riuscito ad arrivare alla vittoria: questa situazione, collocata nel dualismo tra sauditi ed iraniani, è stata vissuta internamente, ma non pubblicamente, a Riyad come una sorta di sconfitta proprio nei confronti dell’Iran, seppure in modo indiretto; per questa ragione l’Arabia Saudita ha bisogno di uscire da questo conflitto senza compromettere la propria posizione internazionale  e un negoziato per riallacciare i rapporti con il paese iraniano, potrebbe contenere anche temi relativi a questi aspetti. Anche l’Iraq rappresenta un punto centrale nel rapporto trai due stati, la nazione irakena è composta da sunniti, che sono in maggioranza e sono legati a Riyad e da sciiti, minoranza al potere vicina a Teheran. La differenza religiosa ha prodotto contrasti profondi che si sono duplicati nei rapporti politici; l’Iraq ha attraversato periodi molto complicati dopo la caduta di Saddam Hussein e l’avanzata dello Stato islamico e cerca di raggiungere un complicato equilibrio per affrontare un processo di pace interna, che necessita di essere patrocinato da Arabia Saudita ed Iran in condizioni di accordo reciproco, oltre che degli Stati Uniti. Come si vede la necessità della ripresa di un rapporto diplomatico tra i due principali paesi islamici risulta essere essenziale per gli equilibri che vanno aldilà dello specifico rapporto bilaterale, ma investe gli assetti regionali; in questo quadro l’ostacolo principale potrebbe ancora essere la ripresa dell’accordo sul nucleare iraniano, tuttavia un arresto dei processi di arricchimento dell’uranio da parte di Teheran, dovrebbe risultare conveniente anche per Riyad, a questo scopo il ruolo di USA , Europa, Cina e Russia potrà essere decisivo solo se queste potenze vorranno guardare all’interesse complessivo piuttosto che a quello funzionale a singoli interessi di parte: un accordo tra Iran ed Arabia Saudita è senz’altro una occasione da sfruttare per tutto il mondo.