Il difficile futuro del Partito Repubblicano USA

La vittoria del partito repubblicano negli USA apre nuovi scenari nella politica interna americana, tra i tanti quello che al momento appare più rilevante è proprio all’interno del partito dell’elefante, infatti i dirigenti dovranno gestire la grana Palin (e del Tea party), che appare sempre più slegata ed indipendente dalle strategie del partito. La vittoria nella consultazione elettorale è stata figlia di due fattori determinanti: da un lato la difficoltà di Obama con la congiuntura economica attuale, il quale non è riuscito a mantenere le sue promesse, non tanto per incapacità quanto per le difficoltà oggettive legate al mancato sviluppo economico, dall’altro lato per l’azione incessante del movimento del tea party che ha saputo radicalizzare ed indirizzare lo scontro dell’america profonda contro il riformismo di Obama. Stante questa situazione i candidati repubblicani non espressione del movimento del te sono andati a rimorchio ed hanno riportato la vittoria per inerzia, ma ciò, paradossalmente, invece che rinforzare il partito lo ha indebolito a favore dell’ala autonoma ed estremista del movimento del te. Il problema è concreto dato che il partito credeva di governare il fenomeno ed invece ne è stato travolto; le posizioni del te party non rispecchiano se non in minima parte le opinioni repubblicane che sono si di destra, ma una destra più tecnocrate  e moderna in completa antitesi con le istanze ultraconservatrici. Il vero pericolo è un’eventuale autocandidatura della Palin a Presidente, per il partito sarebbe veramente difficile motivare un rifiuto ma sarebbe altresì difficile gestire tale  Presidenza certamente fuori dagli schemi.