Il sud del mondo nuovo motore economico del pianeta

Banca Mondiale e Fondo Monetario Internazionale annunciano l’avvento dei nuovi ricchi: infatti, secondo le recenti statistiche dei due enti, il motore economico del pianeta si sposta verso sud. Complice la recente crisi finanziaria che ha favorito la stagnazione economica dei paesi cosidetti ricchi sono sempre più i paesi emergenti ad interpretare il ruolo di locomotiva economica, sono loro a trainare il pianeta. Le cause che hanno generato la crescita economica sono un mix di fattori tecnologici, sociali e politici  infatti il progresso tecnologico giunto alla crescita numerica della classe media ha generato un circolo economico virtuoso tra produzione e consumi, politicamente, poi, si è cercato una maggiore integrazione tra i sud del mondo, favorita anche da politiche del credito in grado di sostenere la crescita infrastrutturale, volano essenziale per la produzione e la circolazione delle merci. E’ chiaro che questi aspetti genereranno ulteriore ricchezza favorendo una maggiore diffusione del benessere facendo intravedere l’inizio della fine della povertà nelle nazioni meno sviluppate. Si deve tenere presente che ci sono diversi aspetti da mitigare come le varie e pesanti differenze sia sociali che economiche presenti negli strati sociali di questi paesi, queste discrepanze favoriscono un mercato del lavoro eccessivamente deregolamentato che non tiene conto delle esigenze di sicurezza dei lavoratori e generano, in un quadro di mercato globale, fenomeni di concorrenza sleale verso la produzione di quei  paesi  dove le leggi sul lavoro sono molto più ferree. Un’altro aspetto riguarda la qualità della vita in relazione ai fenomeni di inquinamento favoriti dalle legislazioni vigenti nei paesi in via di sviluppo per favorire la spinta dell’industrializzazione; i governanti di questi paesi dovranno studiare metodi di allineamento agli standard occidentali per rendere migliore l’ambiente anche tenendo conto di una sempre maggiore integrazione della totalità degli stati mondiali; il fenomeno è ineludibile ma un governo sopra le parti che ne gestisca lo sviluppo potrebbe accelerare questo processo ed è in quest’ottica che deve auspicarsi un coinvolgimento più massiccio di organizzazioni come l’ONU, che potrebbero cogliere l’occasione per aumentare concretamente il proprio prestigio.