La mancata visibilità del problema basco

La decisone dell’ETA di sospendere le azioni armate pone domande circa le condizioni nelle quali è maturatala proposta, infatti il movimento indipendentista basco non versa più in ottime condizioni, l’appoggio popolare pare essere  venuto meno per l’efficace azione di Zapatero che ha saputo mettere in campo una doppia strategia tesa a limitare l’azione militare contenendola preventivamente giunta ad una politica amministrativa che ha permesso ai baschi una maggiore indipendenza, pur sempre nell’ambito statale spagnolo. Quindi la decisione appare quasi una sconfitta essendo una dichiarazione unilaterale non proveniente da accordi ufficiali. Inoltre la richiesta di coinvolgere la comunità internazionale per negoziati alla luce del sole che risolvano appunto con la via diplomatica (se di questo è corretto parlare per un territorio che  non è stato sovrano ufficilamente riconosciuto) mette in chiara luce la necessità di portare di nuovo sulla scena mondiale un conflitto che pareva ormai dimenticato proprio grazie all’azione del governo di Madrid e di cui si parlava prima. Pare la carta della disperazione per evitare una sconfitta che cancelli il problema basco, almeno nella visione dell’ETA.