Il regime iraniano condannato da Mazen

La svolta dei governanti palestinesi nei rapporti con l’Iran è una chiara presa di posizione con molteplici implicazioni; dichiarare, come ha fatto, Mazen, che il governo è illegittimo in quanto eletto in una consultazione truccata, vuole dire, prima di tutto, prendere le distanze da un nemico di Israele, nonostante abbia perorato, a parole, più volte la causa palestinese, e nel contempo prendere le distanze da un amico dei gruppi estremisti arabi che non vogliono la pace. Non è cosa da poco, con questo passo si afferma la volontà che il processo di pace inaugurato i giorni scorsi vada avanti in modo chiaro, si dice cioè, che l’autorità palestinese, non intende prendere eventuali vantaggi derivanti da un possibile scontro Israele-Iran, è quindi una posizione chiara e leale verso l’interlocutore israeliano ed anche verso il promotore statunitense. L’Iran dal canto suo procede nella sua strada di isolamento, anche l’Egitto ha manifestato contrarietà al regime di Teheran cancellando una visita diplomatica prevista, ed anche il fatto di riproporsi come sede dei negoziati non è ben visto dall’Iran che imputa al paese dei faraoni il tradimento del popolo palestinese ed in un’ottica più ampia del popolo arabo.