Russia ed USA si incontrano per migliorare le relazioni bilaterali

Il rapporto tra USA e Russia deve essere distinto tra quello dei rispettivi capi di stato e dei loro governi con quella che è la naturale avversione che vi è tra le due amministrazioni. L’affinità politica tra Putin e Trump è cosa nota, come nota è l’attività russa per favorire l’elezione dell’attuale presidente USA. Tuttavia verso l’azione politica di Mosca vi è una diffidenza tra grande parte dell’amministrazione americana intesa nel senso più ampio; questa diffidenza deriva sia da situazioni storiche pregresse, peraltro presenti anche in senso contrario, che per gli evidenti obiettivi geopolitici della Russia, che sono alla base dei programmi elettorali e quindi politici del Cremlino. La visita del Segretario di stato americano al ministro degli esteri russo e, successivamente, a Putin, dimostra che la dialettica tra i vertici dei due paesi continua in maniera collaborativa, perchè entrambi hanno bisogno di ribadire un rapporto funzionale a mantenere il loro ruolo nella politica internazionale. Gli USA sono attualmente in difficoltà su diversi fronti diplomatici: con la Corea del Nord non sono riusciti a concludere un accordo che sarebbe stato significativo, in Venezuela, considerato all’interno della propria zona di influenza, Washington non riesce ad incidere in maniera efficace in favore dell’opposizione al regime di caracas, la questione iraniana rischia di andare oltre il già pericoloso livello di tensione in corso per una pessima gestione troppo condizionata da alleati incauti ed, infine, il rapporto con l’Unione Europea subisce continui deterioramenti mettemdo in pericolo il normale e storico svolgimento della relazione transatlantica. Trump ha impostato una politica di sostanziale isolamento in campo internazionale, ma non è stato supportato da parti della propria amministrazione in maniera da prevenire effetti non favorevoli agli USA e le difficoltà per la diplomazia americana derivano in gran parte da queste ragioni. Il rapporto con la Russia, sebbene condizionato da visioni ed interessi differenti e spesso contrastanti, è essenziale per trovare una collaborazione per risolvere le questioni contingenti e non obbligare gli USA ad un impegno in prima persona ma solitario. La Russia, d’altronde, ha la necessità di avere un rapporto con la maggiore potenza del pianeta, che dopo l’invasione della Crimea, è peggiorato sensibilmente (ma non tanto per Trump, quanto per parti dell’amministrazione contrarie a Mosca). L’importanza di buone relazioni bilaterali, come affermato dal Ministro degli esteri russo, sono fondamentali per evitare che le tensioni presenti nelle varie regioni possano evolversi in situazioni in grado di alterare gli equlibri su cui si basa la pace mondiale. Questa consapevolezza può favorire una ripresa di relazioni molto più strette, che possa favorire una mediazione in grado di soddisfare gli obiettivi di entrambe le parti. In particolare sono stati affrontati i temi della denuclearizzazione coreana, che interessa agli USA dal punto di vista strategico, ma che per la Russia è essenziale, vista la vicinanza con la penisola asiatica, della questione venezuelana, dove la Russia ha espresso la sua contrarietà ad una esportazione delle democrazia tramite le armi, della situazione siriana e di quella ucraina ed, infine, dell’emergenza del Golfo Persico, che continua a restare tale, malgrado le dichiarazioni americane di non volere intraprendere un conflitto, che sarebbe altamente impopolare per Trump. Se questa visita del Segretario di stato può rappresentare un avvicinamento tra le due potenze occorre anche considerare gli effetti che ciò potrà avere sulla Cina, in quanto soggetto alternativo agli USA, al quale la Russia sembrava essersi avvicinata; Mosca, pur in un quadro di normale dialettica internazionale, potrebbe giocare su due tavoli per sfruttare le relazioni complicate tra i due paesi, dovute alle guerre commerciali in atto. Ciò potrebbe portare a rimettere in discussione, ma non certo nel breve periodo, una serie di assetti internazionali tra cui proprio quello iraniano, Gli USA probabilmente non riusciranno a fare recedere Mosca dal trattato del nucleare, ma una maggiore azione diplomatica della Russia tra USA ed Iran, potrebbe costringere la Cina a derogare dal suo principio di non intervento per non rinunciare ad interpretare il ruolo di grande potenza a cui aspira anche in campo diplomatico. Occorrerà attendere gli sviluppi che questo avvicinamento, se ci sarà realmente, sarà in grado di provocare.

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